Che cosa significa BSV? In ambito oftalmico, BSV sta per binocular single vision (visione binoculare singola): i due occhi lavorano insieme in modo che il cervello fonda le due immagini in una sola, offrendo un'unica visione nitida con profondità (stereopsi). Optometristi e ortottisti valutano la BSV con test come il cover test e uno stereotest come il Frisby Stereotest.

 

Questo articolo è stato pubblicato sulla rivista Optician e sul relativo sito online qui. 

Gli optometristi sono formati per valutare la stereopsi - la visione stereoscopica - per diverse valide ragioni. Tra queste: individuare precocemente i disturbi della visione binoculare nella valutazione pediatrica, assistere i pazienti che desiderano accedere a determinate professioni e offrire una valutazione visiva approfondita agli anziani, per aiutare a gestire diverse condizioni e contribuire a ridurre il rischio di cadute. 

Più di recente, alcuni studi hanno evidenziato una correlazione tra le persone con determinate condizioni neurologiche, come l'ADHD, e la presenza di alcuni disturbi visivi, in particolare legati alla messa a fuoco e all'allineamento oculare, come l'insufficienza di convergenza. 

Inoltre, la crescente diffusione di ogni tipo di contenuto 3D ha portato alcuni pazienti a esprimere al proprio optometrista la preoccupazione di non percepire, loro o i loro figli, quella profondità accentuata che amici e familiari riferiscono. 

Per queste e altre ragioni, e grazie al crescente interesse per la terapia visiva, un numero sempre maggiore di pazienti si rivolge a un optometrista per una valutazione e una rassicurazione sulla propria visione binoculare.

È quindi buona pratica optometrica verificare di routine la visione binoculare singola (BSV) e utilizzare uno stereotest come test diagnostico semplice, rapido ed efficace.

L'optometrista che decide di verificare la BSV può scegliere tra diversi stereotest. Test diversi presentano vantaggi e svantaggi differenti a seconda del tipo di paziente. In questo articolo ci concentriamo sull'uso pratico del Frisby e su alcune delle sue caratteristiche uniche, per aiutare gli optometristi a decidere quando utilizzarlo.  

 

Perché il test della visione stereoscopica non era incluso di routine negli esami optometrici 

Per molti anni il test della visione stereoscopica è stato spesso trascurato negli esami oculistici di routine, a causa della convinzione, a lungo radicata, che le vie neurali cerebrali della visione binoculare si fissassero entro i 3 o 4 anni di età e che oltre questo periodo critico si potesse fare poco per migliorare la visione stereoscopica. Le nuove ricerche sulla neuroplasticità hanno però cambiato questa visione. Oggi è chiaro che il cervello conserva una notevole capacità di adattarsi e di sviluppare nuove connessioni ben oltre la prima infanzia: i problemi di visione stereoscopica possono quindi essere migliorati o corretti mediante la terapia visiva e altri trattamenti.

Di conseguenza, il test della visione stereoscopica si sta diffondendo sempre più in optometria, in particolare per i bambini più grandi e gli adolescenti, nei quali gli interventi hanno dimostrato di produrre risultati positivi. Anche i genitori, sempre più consapevoli dell'importanza di una buona percezione della profondità per il successo dei figli a scuola, nello sport e nelle attività quotidiane, contribuiscono alla domanda di queste valutazioni. Includendo il test della visione stereoscopica negli esami di routine, gli optometristi svolgono un ruolo fondamentale nell'individuare e affrontare problemi di visione binoculare che altrimenti potrebbero passare inosservati, aiutando bambini e ragazzi a raggiungere il loro pieno potenziale visivo.

 

Occhiali dissocianti 

Un altro motivo per cui il test della visione stereoscopica non è stato incluso di routine negli esami oculistici fino a tempi recenti è forse che gli optometristi hanno utilizzato test a stereogrammi che richiedono occhiali rosso/verde o polarizzati. Per alcuni bambini indossarli può essere difficile, e ciò diventa un problema per il professionista, che può trovarsi di fronte a un bambino agitato e a risultati scadenti. Episodi simili possono essere sgradevoli per tutti e richiedere tempo per essere risolti. La soluzione migliore non è rinunciare a valutare la stereopsi, ma rinunciare agli stereotest a stereogrammi che richiedono occhiali. Ciò si ottiene facilmente utilizzando i Frisby Stereotests.

 

Gli stereotest sono apprezzati da ortottisti e oculisti 

Valutare la stereopsi è semplice e di grande valore, perché la visione binoculare singola (BSV) sostiene direttamente la visione stereoscopica. Ciò la rende una misura più diretta ed efficace rispetto ai test indiretti della BSV, come la disparità di fissazione.

La BSV indica che gli occhi sono correttamente allineati almeno per parte del tempo, e i suoi benefici - come una visione nitida e confortevole e la percezione della profondità - costituiscono un forte stimolo a mantenere gli occhi allineati. Se un paziente non presenta BSV, può essere necessaria un'ulteriore valutazione, soprattutto in presenza di sintomi come mal di testa, visione offuscata o affaticamento visivo.

Per ortottisti e oculisti la BSV può essere anche un obiettivo clinico fondamentale. Quando gli occhi non sono allineati, il ripristino della BSV può spesso essere l'obiettivo principale del trattamento, se il paziente ha la possibilità di raggiungerlo. In questo senso, la presenza di BSV può costituire un importante indicatore del successo del trattamento.

 

I Frisby Near Stereotest

Esistono due versioni del Frisby: il test originale a 3 piastre e uno Screener test a 1 o 2 piastre, con piastre più piccole a due quadranti, ideale per lo screening iniziale della stereopsi in diversi contesti, comprese le scuole, grazie alla sua elevata portabilità.

 

La struttura del test 

Il test presenta oggetti reali ed è quindi un test della visione naturale. Non richiede occhiali speciali, a differenza della maggior parte degli altri stereotest a stereogrammi.

È composto da tre piastre trasparenti, che vengono presentate al paziente una alla volta, a pochi centimetri sopra lo sfondo chiaro fornito dal coperchio ribaltabile della custodia, come mostrato nell'immagine sopra, in cui è presentata la piastra più spessa, di 6 mm.

Le altre piastre hanno uno spessore di 3 mm e 1,5 mm. Le piastre possono essere mostrate a distanze diverse (è fornito un metro a nastro) per variare la disparità presentata.

 

Il bersaglio, come sopra, è un motivo di punte di freccia di varie dimensioni disposte in modo casuale. È stampato su un lato della piastra in uno dei quattro quadranti; sull'altro lato della piastra sono stampati elementi simili attorno al bersaglio e anche negli altri tre quadranti.

Un osservatore con normale visione stereoscopica binoculare individua facilmente il bersaglio, perché sembra sporgere dallo sfondo o arretrare rispetto a esso, a seconda del verso in cui viene mostrata la piastra.

In sostanza, tale osservatore percepisce lo spessore della piastra grazie agli elementi di texture stampati sui due lati.

Un osservatore privo di normale visione stereoscopica binoculare (o un osservatore normale che guarda con un solo occhio) non riesce a individuare il bersaglio. Ciò perché il bersaglio può essere distinto solo sulla base degli indizi di profondità della disparità binoculare, a condizione che la piastra sia mostrata correttamente (ferma, osservata frontalmente con la testa immobile e posta a circa 5-10 cm davanti a uno sfondo chiaro)

Perché elementi di texture triangolari?

A Frisby Stereotest è stato chiesto spesso perché usare «noiosi» elementi di texture triangolari, invece di piccoli volti o animali che potrebbero interessare i bambini. Il motivo è che, nelle prime fasi di sviluppo, si è osservato che i bambini erano talmente attratti da queste forme che la loro attenzione non veniva catturata dal bersaglio stereoscopico. Una texture di forme più semplici rende il bersaglio stereoscopico la cosa «più interessante» da guardare e, nelle prove e nelle sperimentazioni, si è dimostrata la più efficace, pur mantenendo un'attività divertente e giocosa: trovare la «pallina nascosta».

Comprensione del test

Se il paziente indica subito il bersaglio nella piastra più spessa (6 mm) del Frisby, ha dimostrato di sapere che cosa sta cercando e, quindi, di aver compreso il test. Se invece non lo fa, è per mancanza di stereopsi oppure il paziente non ha capito che cosa deve cercare? Con il Frisby, come dovrebbe avvenire per tutti gli stereotest, è possibile dimostrare la comprensione del test indipendentemente dalla valutazione della presenza di stereopsi. Per il Frisby ciò si può fare in diversi modi.

Verifica della comprensione del test

Se il paziente non indica né guarda spontaneamente il bersaglio, si può ricorrere a una delle seguenti tecniche.

1. Utilizzare gli indizi monoculari di ombreggiatura

Tenere la piastra con il bersaglio premuto a contatto con lo sfondo bianco del coperchio ribaltabile della custodia (o della custodia a portafoglio per gli screener test). In questo modo il bersaglio diventa visibile grazie agli indizi monoculari di ombreggiatura. È un modo per mostrare l'aspetto del bersaglio a un paziente che non lo vede spontaneamente o che non ha stereopsi.

Ripetere alcune volte alternando il bersaglio a sinistra e a destra. Se il paziente lo trova ogni volta, la comprensione del test è dimostrata.

2. Utilizzare gli indizi monoculari di parallasse

Appoggiare il bersaglio su un angolo a circa 5 cm da uno sfondo chiaro e ruotarlo avanti & indietro con lenti movimenti rotatori per creare indizi monoculari di parallasse. (Provi Lei stesso coprendo un occhio.) La comprensione del test è confermata se il paziente vede allora il bersaglio in profondità.

3. Mostrare il bersaglio stampato sulla custodia a portafoglio (o nelle istruzioni) e chiedere al paziente di trovarlo nella piastra

Dopo questa fase di addestramento, si può presentare la piastra normalmente, con una serie di posizioni diverse del bersaglio, per verificare la stereopsi tramite indicazione o sguardo preferenziale. Durante la fase di test la piastra deve essere tenuta ferma, a pochi centimetri davanti allo sfondo e, se necessario per un bambino piccolo e con il permesso di chi lo accompagna, tenendogli delicatamente ferma la testa con una mano.

Superare le barriere linguistiche sfruttando la ripetibilità

Con il Frisby non è necessario saper descrivere verbalmente che cosa si richiede. È sufficiente attirare l'attenzione del paziente sul bersaglio indicandolo e poi presentare di nuovo la piastra dopo averne discretamente modificato l'orientamento, in modo che il bersaglio compaia in una posizione diversa. Questo processo di «addestramento tramite indicazione» può proseguire quanto necessario, grazie a una caratteristica unica del Frisby: la sua ripetibilità all'interno di una singola sessione di test. Questo vantaggio può essere sfruttato non solo quando non si condivide la stessa lingua, ma anche con neonati e bambini piccoli, anziani e persone con deficit cognitivi.

Sguardo preferenziale

A volte il paziente è riluttante a indicare o a rispondere verbalmente, o può non esserne in grado se molto piccolo. In questi casi è comunque possibile esprimere un giudizio osservando attentamente dove guarda il paziente. Se guarda il bersaglio in una serie di presentazioni con il bersaglio in posizioni diverse, è possibile concludere che la stereopsi è dimostrata.

L'esaminatore può concentrarsi sull'osservazione del paziente e sapere comunque dove si trova il bersaglio tastando discretamente gli angoli di ciascuna piastra. L'angolo del quadrante del bersaglio ha un bordo squadrato, percettibilmente più «squadrato» degli angoli arrotondati degli altri tre, e ciò permette di identificarlo facilmente. Gli esaminatori possono quindi «fare il gioco» di tenere la piastra dietro la schiena, cambiare la posizione del bersaglio e sapere comunque dove si trova tastando il bordo piatto. L'esaminatore può anche provare a usare una ricompensa sonora, come un elogio o un giocattolo sonoro, quando il bambino indica il bersaglio.

Scendere rapidamente la scala delle disparità

Se il paziente risponde correttamente, con sicurezza e rapidità, alla prima presentazione della piastra da 6 mm del Frisby (ad esempio a circa 40 cm), si deve presentare subito la piastra da 3 mm. Se anche questa viene superata con sicurezza in una sola presentazione, la valutazione deve proseguire immediatamente con la piastra da 1,5 mm.

Il punto è che le presentazioni multiple di ciascuna piastra, con un'attenta gestione delle distanze di osservazione, sono necessarie solo in prossimità della soglia. Adottare il criterio di una singola risposta corretta, rapida e sicura per scendere velocemente lungo la scala delle disparità serve a evitare l'affaticamento del paziente o, nel caso dei bambini piccoli, a far fronte ai tempi di attenzione brevi.

In generale l'esaminatore deve essere cauto nel concludere che la BSV è presente se il paziente trova un bersaglio stereoscopico solo dopo risposte insolitamente lente e incerte (a meno che, naturalmente, non intervengano fattori particolari, come difficoltà di apprendimento). Risposte di questo tipo, con qualsiasi test, possono indicare che il paziente cerca il bersaglio servendosi di indizi diversi dalla disparità, e può indovinare occasionalmente qualche presentazione rispondendo a caso.

Indizi monoculari

Non dovrebbe essere possibile superare uno stereotest sulla base di indizi diversi dalla disparità binoculare. Nell'articolo di Holmes e Leske (citato sopra), gli autori hanno concluso che, nel loro studio, il Frisby era il test meno soggetto a false risposte basate su indizi monoculari. Lo hanno confrontato favorevolmente con la sezione dei cerchi del test Wirt, i cui primi livelli di stereoacuità possono essere superati notando disallineamenti dei cerchi visibili monocularmente. Un altro studio, Fricke et al., ha evidenziato che una prima segnalazione di problemi di indizi monoculari con il Frisby era statisticamente viziata, poiché il test non era stato presentato correttamente, e andrebbe quindi ignorata.

Naturalmente è fondamentale che il Frisby, come qualsiasi altro test, sia presentato correttamente. Introdurre deliberatamente indizi monoculari per trovare il bersaglio del Frisby va bene per verificare la comprensione del test, ma occorre fare attenzione a evitarli del tutto durante la misurazione della stereoacuità. Ciò si ottiene facilmente tenendo la piastra ferma a pochi centimetri davanti a uno sfondo chiaro e assicurandosi che la testa del paziente resti immobile.

Affidabilità test-retest

Uno studio, Adams et al., ha riportato basse correlazioni test-retest tra presentazioni ripetute su diversi stereotest.  Gli autori hanno concluso che, se il clinico vuole stabilire se un trattamento ha portato a un miglioramento della stereoacuità, è in generale necessario dimostrare una variazione di 2 ottave o superiore, poiché valori inferiori potrebbero essere dovuti al caso. Hanno rilevato che, grazie alle sue misurazioni più affidabili, il valore raccomandato per il Frisby era di appena 1 ottava.

Tenendo conto di ciò, le versioni attuali del Frisby sono fornite con una tabella di stereoacuità basata su ottave, che indica le combinazioni distanza/piastra per coprire l'intervallo di stereoacuità con passi (approssimativamente) doppi di 20, 40, 80, 150, 300, 600 secondi d’arco.

 

 

Si può sostenere che, a fini clinici, il clinico non abbia bisogno di esplorare l'estremo più fine dell'intervallo di stereoacuità (10-5 secondi d’arco). Al contrario, indipendentemente dal test utilizzato, spesso ai clinici basta collocare il paziente in una di quattro categorie, i cui valori di stereoacuità con il Frisby possono essere:

  • Assenza di stereopsi
  • Stereopsi debole    (=300 secondi d’arco)
  • Qualità intermedia    (150-80 secondi d’arco)
  • Buona    (= 40 secondi d’arco)

 

Valori normativi del test

Diversi studi hanno dimostrato che i giovani adulti normali ottengono in genere 20 secondi d’arco o meno al Frisby Stereotest. Un recente e ampio studio di Bohr & Read ha riportato, per i partecipanti senza problemi visivi, mediane rispettivamente di 20, 20 e 80 secondi d’arco per le fasce d'età 5-10 anni, 11-49 anni e 50-82 anni.

Anketell et al. hanno confrontato la stereoacuità con il bersaglio mostrato in rilievo e con il bersaglio mostrato in profondità, in bambini di età compresa tra 6 e 16 anni. In base agli intervalli di stereoacuità rilevati nei partecipanti, gli autori hanno concluso: «Questi dati identificano l'intervallo dei punteggi di stereoacuità normali da attendersi clinicamente nel 95 per cento dei bambini con sviluppo tipico… In linea generale, un punteggio di stereoacuità al Frisby di 85 secondi d’arco o migliore rientra nei limiti della norma.»  Le mediane ottenute mostrando il bersaglio in rilievo o in profondità sono simili, anche se Anketell et al. suggeriscono di registrare quale tipo di presentazione è stato valutato, viste alcune differenze negli intervalli rilevati.

 

Disparità crociate e non crociate

Nella letteratura clinica le due condizioni di bersaglio in rilievo o in profondità vengono spesso indicate come presentazione di disparità crociate e non crociate. Tuttavia, i termini crociata e non crociata sono definiti geometricamente rispetto al punto di fissazione prevalente dell'osservatore nello spazio 3D, mentre durante la presentazione degli stereotest clinici la fissazione di solito non è controllata.

Ad esempio, durante l'esplorazione di una piastra del Frisby, la fissazione può cadere, in momenti diversi, sul bersaglio o sullo sfondo circostante. Se si fissa un elemento al bordo del bersaglio in rilievo, questo avrà disparità zero e un elemento adiacente dello sfondo avrà una disparità non crociata, per quella particolare fissazione. Se la fissazione si sposta sull'elemento adiacente dello sfondo, l'elemento del bersaglio avrà allora una disparità crociata.

Il punto è che gli elementi di texture del Frisby, in una data presentazione, possono avere disparità zero, crociata o non crociata a seconda del piano di fissazione dell'osservatore, che non è controllato. È quindi fuorviante definire il bersaglio in rilievo come sempre caratterizzato da disparità crociata. Lo stesso vale, mutatis mutandis, quando il bersaglio è in profondità.

Naturalmente può essere utile variare la presentazione del bersaglio in rilievo o in profondità quando si spiega il Frisby, perché chiedere a un bambino di «trovare il buco» può funzionare meglio con alcuni bambini rispetto a «trovare la pallina che sporge».

Queste considerazioni non riguardano solo il Frisby, ma valgono per tutti gli stereotest.

 

Gli stereotest dovrebbero rilevare l'ambliopia?

Il Frisby presenta, per scelta progettuale, una texture con alcuni elementi grandi, relativamente facili da risolvere in presenza di ambliopia (non grave). Sono stati inclusi per consentire di rilevare la stereopsi anche in presenza di ambliopia non grave. È un'informazione utile, perché se il paziente ha stereopsi le prospettive di successo del trattamento migliorano, dato che anche un livello debole di stereoacuità aiuta a prevenire lo sviluppo di uno strabismo.

Non è affatto chiaro che agli stereotest debba essere affidato il compito di rilevare l'ambliopia. I test di acuità visiva sono di solito considerati lo strumento appropriato per individuarla.

A questo proposito è interessante notare che la texture a punti casuali molto fine del test TNO è stata accolta favorevolmente da alcuni, perché il suo superamento con un buon livello di stereoacuità suggerirebbe che «tutto va bene» in termini di BSV, ambliopia e acuità. Per quanto mi risulta, in letteratura non esiste uno studio rigoroso di questa affermazione. Inoltre, Westheimer11 ha sostenuto che gli stereotest a punti casuali con texture fini rischiano falsi negativi nel giudicare la presenza o l'assenza di BSV, e ciò va sempre tenuto presente (si vedano anche le osservazioni successive).

Non è affatto chiaro che una texture molto fine sia appropriata per uno stereotest clinico, in particolare se l'acuità visiva verrà comunque misurata.

 

Stereogrammi a punti casuali e stereotest a profondità reale

I pattern a punti casuali sono alla base di diversi stereotest che presentano disparità binoculari mediante stereogrammi. Tuttavia, l'espressione «a punti casuali» può essere fuorviante, poiché per creare stereogrammi sono stati utilizzati molti tipi di pattern a elementi casuali.5,6 Il Frisby, infatti, è stato concepito come l'equivalente con oggetti reali di uno stereogramma a elementi casuali  in cui gli elementi sono forme triangolari frastagliate.

Pertanto, ai fini del presente discorso, la proprietà che definisce uno stereogramma a «punti» casuali non è l'uso di punti, bensì il fatto che la forma del bersaglio sia visibile solo dopo la fusione binoculare. In altre parole, il bersaglio non è distinguibile in nessuna delle due metà dello stereogramma. Vedere questo tipo di bersaglio 3D «nascosto» significa raggiungere la stereopsi globale, poiché spesso comporta la risoluzione di ambiguità nell'abbinare gli elementi delle immagini destra e sinistra, cioè scegliere quali dei possibili abbinamenti locali siano quelli corretti.

Il Frisby richiede la stereopsi globale in questo senso, perché il pattern approssimativamente circolare di elementi che costituisce il bersaglio non può essere distinto come entità circolare se non tramite la stereopsi. È quindi una falsa contrapposizione, come talvolta si fa, opporre stereotest a punti casuali e stereotest a profondità reale.

Stereotest a punti casuali e stereotest a contorni

Talvolta si distingue tra i test a stereogrammi che richiedono la stereopsi globale, come appena definita, e quelli in cui i contorni del bersaglio sono distinguibili monocularmente, così che non sorge alcun problema di ambiguità nell'abbinare gli elementi locali della texture.

Un esempio di quest'ultimo tipo è il Wirt, in cui i contorni delle ali della mosca sono chiaramente visibili come elementi di forma caratteristica ancor prima di percepire la profondità stereoscopica, così che non entra in gioco il processo di raggiungimento della stereopsi globale a partire da molteplici abbinamenti locali ambigui. Alcune tavole del test TNO utilizzano elementi visibili monocularmente sovrapposti a una texture a punti casuali.

La presenza di contorni visibili monocularmente negli stereotest potrebbe favorire una vergenza adeguata (fusione motoria). Questa caratteristica è presente nell'osservazione della maggior parte delle scene quotidiane, ma manca negli stereotest costituiti da punti casuali fini, il che è uno dei motivi per cui questi ultimi potrebbero risultare più difficili dei test a contorni.

Il Frisby può essere considerato un caso ibrido sotto questo aspetto, poiché richiede la stereopsi globale, nel senso che il suo bersaglio a forma di pallina non può essere distinto come tale prima del raggiungimento della visione binoculare singola (BSV). Allo stesso tempo, però, i suoi elementi di texture relativamente grandi e radi offrono un aiuto ai meccanismi di fusione motoria. Questo potrebbe essere uno dei motivi per cui il Frisby risulta spesso più semplice per i pazienti rispetto ai test a stereogrammi a punti casuali.

La mancanza di contorni ben distinguibili monocularmente, in grado di guidare la vergenza, potrebbe incidere sulla difficoltà che alcune persone incontrano con gli stereogrammi a punti casuali fini.7 Westheimer11, infatti, si è espresso contro i test della visione binoculare basati su stereogrammi a punti casuali, affermando che, sebbene una risposta corretta sia una prova conclusiva di stereopsi, il fatto che alcuni pazienti abbiano difficoltà con pattern a punti casuali fini aumenta la probabilità di concludere erroneamente che la BSV sia assente. Egli indica il Frisby come un test non soggetto a questa critica, grazie ai suoi elementi grossolani e ben distanziati.

Stereopsi grossolana e stereopsi fine

Nella valutazione della BSV capita talvolta che il clinico inizi verificandone la presenza o l'assenza con il test delle due dita, in cui si chiede al paziente di portare un dito di una mano, a braccio teso, in allineamento verticale con un dito dell'altra mano. In presenza di BSV ciò si ottiene con un errore di circa un millimetro in direzione antero-posteriore (in profondità), mentre in assenza di stereopsi possono verificarsi errori di circa un centimetro. (Alcuni professionisti preferiscono far eseguire il compito con due matite tenute a braccia tese invece che con due dita, ma il principio è lo stesso.)

Il test delle due dita è di solito considerato un test di stereopsi grossolana, termine che indica disparità molto ampie (come i 3.000 secondi d’arco del Fly test), che possono essere elaborate da meccanismi diversi rispetto alle piccole disparità.8

Il Frisby non offre le disparità molto ampie del Fly test. Il suo valore massimo è di 600 secondi d’arco (piastra da 6 mm mostrata a 30 cm). Tuttavia, questo valore è sufficientemente ampio per la maggior parte delle esigenze cliniche nel valutare la presenza o l'assenza di una stereopsi di bassa qualità.

Condizioni ottimali dello stimolo per la stereoacuità

Westheimer ha concluso che  «…per essere più efficaci nella misurazione della stereoacuità, i bersagli dovrebbero essere:

  • Pochi e ben articolati
  • Nettamente delineati e ben a fuoco binocularmente
  • Ad alto contrasto e con una luminanza almeno fotopica media
  • Il meno possibile condizionati dall'influenza di previsione e memoria
  • Il più possibile privi di indizi di profondità non stereoscopici.»

Optometristi e clinici possono valutare personalmente in che misura i propri stereotest preferiti soddisfino queste condizioni. Westheimer ha indicato il Frisby come un test che soddisfa questi criteri. Una domanda suggerita da queste condizioni ottimali per la stereoacuità è: quale intervallo di disparità andrebbe esplorato clinicamente?

All'estremo più fine dell'intervallo, il Frisby arriva a 5 secondi d’arco (piastra da 1,5 mm osservata a 150 cm), ma è discutibile che sia clinicamente utile esplorare discriminazioni così fini (si veda sopra). Vale anzi la pena ribadire che si può sostenere che il clinico di solito si accontenterà di collocare il paziente in una di quattro categorie: assenza di stereopsi, stereopsi debole, qualità intermedia o buona.

 

Alcune domande rapide per optometristi 

Come si potrebbe descrivere un bambino con valori di stereoacuità al Frisby di 100 secondi d’arco?

Stereopsi di qualità intermedia

Quale punteggio di stereoacuità al Frisby è più probabile per un ventenne con visione normale?

 20 secondi d’arco

Quale dei seguenti non è una fonte di errore nella valutazione della stereopsi?

Soppressione

Qual è l'aumento minimo, in ottave, che rappresenta un miglioramento misurato significativo della stereopsi?

2

Un bambino risponde correttamente alla piastra Frisby da 3 mm a una distanza di lavoro di 80 cm. Quale stereopsi (arrotondata ai 5 secondi d’arco più vicini) sta dimostrando?

60

Qual è il livello più fine di stereoacuità (in secondi d’arco) misurabile con il Frisby Stereotest?

5